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Come capire se ho l'ADHD: segnali negli adulti e cosa fare prima della visita

Solo un professionista della salute può confermare l'ADHD. Segnali comuni negli adulti, il questionario ASRS-18 in italiano e cosa portare alla visita.

Pubblicato il 6 min di lettura

Non si può capire da soli, né con un test online. A confermare o escludere l'ADHD è un professionista della salute abilitato, come uno psichiatra o un neurologo, dopo un colloquio dettagliato sulla tua storia, possibilmente con i racconti di chi ti ha conosciuto da bambino. Quello che puoi fare da solo è prepararti alla visita: conoscere i segnali più comuni negli adulti, compilare il questionario di autovalutazione ASRS-18, che è pubblico e nato con l'Organizzazione Mondiale della Sanità, e annotare esempi concreti della tua vita quotidiana. Questa pagina spiega il percorso, senza punteggi e senza risultato: qui nessuno ti dirà se ce l'hai o no.

Se sospetti di avere l'ADHD o assumi farmaci, parlane con un professionista della salute.

Quali sono i segnali dell'ADHD negli adulti?

L'ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività) viene di solito descritto in due grandi gruppi di segnali. Negli adulti compaiono in modo diverso rispetto ai bambini: l'iperattività, per esempio, può diventare un'agitazione interna.

Segnali legati ad attenzione e organizzazione:

  • Perdere o dimenticare spesso gli oggetti (chiavi, telefono, documenti).
  • Dimenticare impegni e scadenze, anche importanti.
  • Difficoltà a mantenere l'attenzione su compiti lunghi, ripetitivi o noiosi.
  • Iniziare molte cose e finirne poche.
  • Rimandare compiti che richiedono molto sforzo mentale.
  • Distrarsi con rumori, pensieri o qualsiasi cosa intorno.

Segnali legati ad agitazione e impulsività:

  • Sensazione di "motore acceso", difficoltà a rilassarsi nel tempo libero.
  • Muovere mani e piedi, alzarsi spesso durante riunioni o lezioni.
  • Parlare molto, interrompere, finire le frasi degli altri.
  • Decisioni o acquisti d'impulso.

Tutti vivono qualcuno di questi segnali ogni tanto. Ciò che i professionisti valutano è molto più di un elenco.

Cosa considerano i professionisti oltre ai segnali?

In generale, la valutazione considera se i segnali:

  • esistono dall'infanzia (e non solo da qualche mese);
  • compaiono in più ambiti della vita (lavoro, studio, casa, relazioni);
  • causano un reale disagio nella vita di tutti i giorni;
  • non sono spiegati meglio da un'altra condizione, come ansia, depressione, mancanza di sonno, stress intenso o altri problemi di salute.

Quest'ultimo punto è importante: diverse situazioni possono imitare i segnali dell'ADHD. Per questo la valutazione di un professionista è indispensabile, e per questo i quiz su internet non servono per trarre conclusioni.

Cos'è il questionario ASRS-18?

L'ASRS-18 (sigla inglese di Adult ADHD Self-Report Scale, versione 1.1) è una scala di autovalutazione per adulti, sviluppata con l'Organizzazione Mondiale della Sanità da ricercatori legati a Harvard e alla New York University. Ha 18 domande sulla frequenza di situazioni quotidiane, divise in Parte A (6 domande) e Parte B (12 domande), e si compila in pochi minuti.

La versione italiana, tradotta da un gruppo dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano (nel documento l'acronimo usato è DDAI), è pubblicata in PDF sul sito dedicato all'ASRS:

Scala Autosomministrata per il DDAI (ASRS-v1.1), Lista dei Sintomi https://adhdinadults.com/wp-content/uploads/2024/02/18Q_Italian_final.pdf (verificato il 15/10/2026)

Il documento stesso spiega che le domande servono a stimolare il dialogo con il professionista ed è solo un punto di partenza: da solo non conferma nulla. Il modo giusto di usarlo è compilarlo con calma e portarlo alla visita, perché sia il professionista a interpretarlo insieme alla tua storia.

Cosa portare alla visita?

Arrivare preparati aiuta molto, soprattutto perché al momento è comune dimenticare ciò che si voleva dire. Un elenco pratico:

  1. L'ASRS-18 compilato, stampato o sul telefono.
  2. Esempi concreti e recenti. "La settimana scorsa ho dimenticato due riunioni", "per tre mesi di fila non ho pagato la bolletta". Gli esempi valgono più di "sono molto distratto".
  3. Da quando. Ricordi di scuola: note degli insegnanti, vecchie pagelle con commenti, soprannomi che ti davano.
  4. Il racconto di un'altra persona. Un genitore, un fratello o qualcuno che ti ha conosciuto da piccolo può raccontare ciò che osservava. Se non può venire, chiedigli di scriverlo.
  5. Dove crea problemi. Lavoro, studio, soldi, relazioni, guida, sonno.
  6. Altri problemi di salute e tutto ciò che assumi (medicine, integratori, altre sostanze), perché il professionista abbia il quadro completo.
  7. Le tue domande. Scrivile prima: cosa vuoi capire, cosa ti preoccupa.

Dove cercare una valutazione?

  • Medico di medicina generale (medico di base): spesso è il primo passo. Può ascoltarti e, se serve, indirizzarti a un servizio specialistico.
  • Servizio sanitario pubblico: l'offerta per gli adulti cambia molto da regione a regione. Chiedi al medico di base o alla tua ASL a quali servizi di salute mentale o centri specializzati rivolgerti.
  • Specialisti privati: psichiatra o neurologo. Anche psicologi e neuropsicologi possono partecipare alla valutazione, con colloqui e test.
  • Servizi clinici universitari: alcune università offrono consulenza psicologica a costi contenuti. Informati presso i dipartimenti della tua città.

Attenzione a test e video su internet

I test con punteggio sui siti e gli elenchi del tipo "10 segni che hai l'ADHD" sui social possono confondere. Uno studio del 2022, che ha analizzato i 100 video più visti sull'ADHD su TikTok, ha classificato circa la metà come fuorvianti. Usa internet per informarti e prepararti, non per concludere. Per capire meglio le difficoltà quotidiane che compaiono più spesso, leggi Funzioni esecutive: cosa sono, esempi e come sostenerle e Procrastinazione e ADHD: che differenza c'è e cosa aiuta.

E nell'attesa della visita?

L'attesa può essere lunga. Nel frattempo, strategie pratiche aiutano chiunque abbia difficoltà a iniziare, a ricordare e a mantenere, con o senza ADHD:

  • Promemoria all'ora giusta, invece di fidarti della memoria.
  • Compiti spezzati in passi molto piccoli.
  • Timer breve per iniziare ciò che ti blocca.
  • Routine con pochi orari fissi (vedi Routine per adulti con ADHD: come costruirne una fattibile).
  • Meno senso di colpa, più festeggiamenti per ciò che hai fatto.

Domande frequenti

Esiste un test online che dica se ho l'ADHD?

No. Nessun test online conferma l'ADHD. Questionari come l'ASRS-18 aiutano a ordinare ciò che senti e a parlare con il professionista, ma a valutare è un professionista della salute.

Chi può valutare l'ADHD negli adulti?

Professionisti della salute abilitati, come psichiatra o neurologo, che spesso lavorano insieme a psicologi o neuropsicologi nella valutazione.

L'ADHD può comparire solo da adulti?

Secondo i criteri oggi in uso, i segnali iniziano nell'infanzia, anche se vengono notati o creano problemi solo più tardi, quando le responsabilità aumentano.

Dove trovo il questionario ASRS-18 in italiano?

Sul sito dedicato all'ASRS, in PDF: adhdinadults.com/wp-content/uploads/2024/02/18Q_Italian_final.pdf. Compilalo e portalo alla visita.

Un passo oggi

Apri l'ASRS-18, compilalo con calma e annota tre esempi concreti della tua settimana. Tieni tutto in un unico posto per portarlo alla visita.